Montecalvo Irpino  21 settembre 2002

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La Storia di una Chiesa abbandonata
Testo tratto dal libro di G.B.M. Cavalletti "MONTECALVO dalle pietre alla STORIA"
                                                                                                                                                   Foto - Antonio Cardillo


 "In via Dietro Corte, in prossimitÓ del castello, sorge la chiesa di San Gaetano Thiene.
Essa fu fondata nel 1653 dal barone Francesco Battimelli e nel 1682 per ereditÓ pass˛ da questi alla famiglia Bozzuti.
Nel 1689 il cardinale Orsini diede ordine di affrescare la parete esterna, nella parte superiore alla porta, con l'immagine di San Gaetano. "

"Risparmiata dal terremoto del 5 giugno 1688, la chiesa fu danneggiata dal sisma del 14 marzo 1702. Il 14 Giugno di quell'anno l'architetto Romano Buratti redasse la relazione dei danni in base alla quale furono eseguiti i lavori di restauro.
Per far fronte alle spese il cardinale Orsini offri la somma di 120 ducati"

"L'unico altare dedicato a San Gaetano fu scalpellato agli inizi del 1700 dal maestro Menichello che lavor˛ un unico blocco di pietra di Roseto.
Sotto il pavimento della chiesa Ŕ collegata la sepoltura della famiglia Bozzuti.
La chiesa Ŕ collegata con il palazzo Bozzuti di via Santa Maria essendo ubicata nel giardino della stessa famiglia"

"Sul finire del secolo scorso i Luparelli distinta famiglia arianese acquistarono i beni dei Bozzuti e successivamente donarono la chiesa di S. Gaetano ai frati minori di  Montecalvo cui spetta oggi la cura. Legatissimo a questa chiesa fu S. Pompilio Maria Pirrotti che ne eredit˛ l'affetto dalla madre Orsola Bozzuti e dagli "affezionatissimi" suoi zii.
Numerosi sono gli accenni che ne fa nella copiosa corrispondenza  epistolare."

"Attualmente la chiesa di San. Gaetano non versa in ottime condizioni dimostrando in pieno i segni degli ultimi due terremoti e l'abbandono che ne Ŕ scaturito.
Ci˛ nonostante il suo recupero doveroso per riconsegnare alla comunitÓ montecalvese una chiesa ed un monumento di affetti e di ricordi, Ŕ senz'altro possibile."

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