HomePage

 Dal sito:www.regionecampania.org/

  Fonti: "Progetto itinerari turistici Campania interna"
                                                                            di Giovanni Bosco Maria Cavalletti
 "Fonti per la storia di Montecalvo Irpino" di G. Lo Casale- G.B.M. Cavalletti

 

Allo stato attuale è pressochè impossibile affermare con certezza da dove abbia avuto origine il nome Montecalvo. Il problema non riguarda il termine"Monte" che chiaramente indica la collina su cui si adagia il paese, bensì il termine "Calvo" su cui sono state date varie interpretazioni. Una di esse, riferita anche dallo storico padre Arcangelo da Montesarchio ipotizza che esso derivi dal latino calvus, nel senso di monte privo di alberi, in contrasto con la toponomastica montecalvese che testimonia di territori alquanto ricchi di vegetazione. Un'altra ipotesi é quella che lega l'origine alla presenza della famiglia romana Caldia che nel passato avrebbero avuto possedimenti sulla collina. Una terza e più recente ipotesi avanzan l'idea che il toponimo derivi da Mons Galbus e cioé "monte biondo" o "monte giallastro" in relazione alla tipica colorazione del territorio montecalvese data dalle ginestre in fiore o dal grano maturo; la sua trasformazione da galbus a calvo sarebbe una conseguenza spontanea dell'evoluzione linguistica.    >>>>>>   Segue

 
 

 

 

 Dal sito: www.comune.montecalvoirpino.av.it/

  Fonte: "Progetto itinerari turistici Campania interna"
                                                                            di Giovanni Bosco Maria Cavalletti
 

Che sia lo spettacolare burrone del Fosso Palumbo ricamato di grotte arrampicantisi tortuose verso l’antica chiesa collegiata di Santa Maria, o che sia il dolce ondulare del paese che, ormai in declivi di nuove costruzioni, stringe, abbracciandolo verso l’alto, l’imponente castello feudale, Montecalvo offre, da Nord o da Sud, un primo suo volto accattivante e misterioso. Dal grande piazzale del castello lo sguardo spazia intorno ai quattro punti cardinali. Da Ovest a Nord si domina l’intera Valle del Miscano con la vista di Buonalbergo, di Casalbore, di Ginestra degli Schiavoni, delle alture di Castelfranco e della Dormiente del Sannio. Da Sud a Est la Valle dell’Ufita con i paesi della Baronia e il massiccio del Partenio con, nelle belle giornate di cielo pulito, il santuario di Montevergine. Le gialle arenarie dei calanchi, i misti profumi di acacie e ginestre, gli orti squadrati dalle esperte mani dei contadini, ereditarie di tecniche agricole trasformate in arte dal tempo, creano una particolare attrazione che invita, man mano, l’eventuale turista o l’occasionale passante, a raggiungere il centro dell’intero contesto. E qui, tra gli sberleffi delle maschere in pietra poste a proteggere il paese dagli spiritelli maligni, nei vicoli ricchi di fregi e portali, attraversando suggestivi sottopassaggi dai quali improvvisi si offrono allo sguardo stupito sprazzi di cielo e incantevoli dirupi, e possibile rivivere le eccitanti emozioni che il grande Musorgskij dovette provare se e vero, come si ha per tradizione, che ospite al castello di Montecalvo della sua compatriota Maddalena Pignatelli, compose la celeberrima sinfonia ” Una notte sul Monte Calvo” . Effettivamente la duchessa Maddalena Pignatelli, figlia di Pietro Fesenko, consigliere dello zar Nicola II, aveva frequentato, in gioventù, la corte moscovita ed e probabile che li avesse conosciuto il celebre musicista. Il fascino arcano che promana dal cuore del paese, soprattutto in quelle strette e bizzarre stradine del Trappeto, ove pare che il cielo precipiti giu per calanchi, predispone il volenteroso a dare credito agli antichi racconti di streghe che avrebbero ispirato la celebre sinfonia. E cosi sembra di sentire ancora nell’aria il fruscio delle agili scope con cui le leggendarie janare, nelle tempestose notti lunari solcavano il cielo montecalvese per raggiungere il mitico noce di Benevento. E nell’origine stessa del Mito e l’inizio della storia medioevale di Montecalvo. Il Longobardi beneventani, al cui patrimonio culturale tante figure fantastiche furono attinte dagli antichi abitanti della Valle del Miscano, furono gli iniziatori cruenti di una nuova civiltà, frutto della fusione dei caratteri germanici con quelli sannito-latini attraverso la mediazione cristiana. Fu nel VI secolo che nacque l’embrione della Montecalvo attuale.

>>>> Segue
 

©  Irpino.it -Tutti i diritti riservati